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COMMENTO ALLA MANOVRA FINANZIARIA

Dopo tanto chiacchierio sulla manovra del Governo, con la Relazione tecnica che accompagna il testo del provvedimento, è possibile dare dei giudizi.

 

La manovra non è incentrata solo sui tagli alla spesa, anzi il 40 per cento della manovra a regime (nel 2012) è composto da maggiori entrate.
L’incremento delle entrate è dovuto alla previsione di entrata di 8 miliardi di euro che il governo spera di raccogliere dall’evasione fiscale.
Ha già acceso una candela a S.Gennaro.

 

 Il 70 per cento dei tagli sono rappresentati da riduzioni delle spese dei ministeri o da semplici riduzioni dei trasferimenti agli enti locali e quindi non tagli strutturali e l’esperienza ci insegna che sono spesso tagli di carta.

La Relazione tecnica rivela che i tanti decantati costi della politica, abolizione delle province, enti inutili, sono praticamente nulla.

 

I tagli sono pesanti sulla scuola e sulla sanità.

Nella scuola c’è il blocco degli incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio a determinare la riduzione della spesa;

nella sanità è un complesso di riduzioni nel personale e di riclassificazione della spesa farmaceutica, tanto che il presidente degli oncologi italiani, Dott.Carmelo IACONE, ha dichiarato che "Siamo preoccupati perché i tagli nella sanità pubblica avranno ricadute importanti nell’erogazione dell’assistenza ai pazienti oncologici".
 

La chiusura di alcune finestre per pensioni di vecchiaia e anzianità, aumentando di fatto 1 anno l’età pensionistica,  comporta risparmi di circa un miliardo di euro, sperando che l’effetto annuncio non spinga molti ad anticipare l’andata in pensione.

 

I tagli alle Regioni a regime saranno di 8,5 miliardi di euro, ovvero il 60 per cento della riduzione prevista nella spesa.

Per comuni e province è previsto un taglio ai trasferimenti del 20 per cento.

Non si sa come questi enti territoriali potranno gestire riduzioni così imponenti.

Le “lacrime e sangue” sono per pochi, i soliti. Chi paga davvero sono i giovani, colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato e dal blocco delle assunzioni, i dipendenti del pubblico impiego (soprattutto chi è entrato con salari) oltre che dall’ennesimo rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali.

 

E’ vero ciò che dice il governo non abbiamo messo mani nelle tasche degli italiani;

con la manovra, le mani messe nelle tasche dei giovani sono state due.

                                                         UIL LATERZA

 









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